Venerdì, Giugno 8, 2012

Girare un film con una macchina fotografica

Due anni fa diventava notizia il fatto che l’ultimo episodio della sesta stagione della serie televisiva Dr. House fosse stato girato interamente con delle fotocamere digitali, in particolare con 3 Canon 5D Mark II.

A due anni da allora, l’ultima nata in casa Canon, la 5D Mark III ha fatto ancora qualche passo avanti migliorando ulteriormente le capacità non solo fotografiche, ma anche di ripresa video della precedente versione.

Nel progettarla, l’azienda ha seguito critiche e suggerimenti dell’utenza, rifinendo sia le caratteristiche hardware che le funzionalità del prodotto.

Il merito principale di questi prodotti è stato rendere disponibile ad una buona fetta di foto e videoamatori una macchina degna delle ben più costose attrezzature usate dai professionisti.

Certo è che la 5D Mark II nasceva come fotocamera e questa rimane la sua destinazione d’uso principale, tant’è che molti dicono che usarla troppo a lungo in modalità video rischi di bruciare il sensore, tuttavia vi sono tanti piccoli trucchi (come l’intercambiabilità degli obiettivi, la gestione dell’apertura del diaframma, le sfocature dei vari piani) che possono rendere un video più professionale e difficilmente si possono ottenere con una videocamera di bassa gamma.

La 5D Mark III permette addirittura di girare filmati nel buio (quasi) totale, alzando gli ISO fino a 104,200 e senza per questo dover risentire eccessivamente del rumore.

Nel complesso, però, le due fotocamere sono rimaste abbastanza equiparabili per quanto riguarda le loro capacità video e, sicuramente, completate da un buon corredo di obiettivi possono rappresentare una valida scelta per chi desideri cimentarsi nell’arte del videomaking.

Infine, ecco un test che compara la funzionalità video dei due prodotti:

(Fonti: Photomag.it ; Recensione su Gizmodo.com ; )

- Nastia

Venerdì, Maggio 25, 2012

Photoshop e Gimp: due software a confronto

Oggi è difficile trovare qualcuno che non abbia una macchina fotografica digitale in casa.

Che sia semplicemente per togliere gli occhi rossi dalla foto dell’amico oppure per regalare all’immagine qualche effetto particolare, si ricorre ai programmi di post-produzione.

Tra quelli più famosi ci sono indubbiamente Photoshop, il software di fotoritocco per eccellenza, prodotto dalla Adobe e di cui si è già parlato in questo post e Gimp, l’alternativa open source preferita soprattutto dagli utenti di Linux.

Photoshop è generalmente più amato, permette di lavorare in maniera più professionale ma per ottenere una copia legale bisogna sborsare una cifra non indifferente (la versione completa dell’ultima versione del software costa quasi 1000€).

Gimp, acronimo di GNU Image Manipulation Program, era nato appunto come software per la piattaforma di Linux ma si è poi imposto tra il grande pubblico come alternativa gratuita al prima citato Photoshop.

Provvisto di un’interfaccia utente molto simile a quella di Photoshop, anche Gimp permette di applicare filtri, modificare i livelli, le curve, i bilanciamenti dei colori. Forse un po’ meno fornito della sua alternativa costosa, rimane un ottimo programma per utenti base che non aspirano a fare il salto di qualità diventando dei professionisti del settore.

Una grande pecca, tuttavia, resta la gestione del colore: Gimp infatti non prevede la tavolozza CMYK (ossia Cyan-Magenta-Yellow-Key), che è quella corrispondente alle cartucce delle stampanti. Il rischio è quello di ritrovarsi con un’immagine che, nel processo di conversione, sarà approssimativa a causa della perdita di informazioni.

Fatta eccezione per questo ‘piccolo’ problema (completamente ignorabile per chi non ha intenzione di stampare le proprie fotografie) od in attesa che venga risolto, Gimp rimane una valida alternativa ad altri, a volte troppo costosi programmi.

(Fonti: Sito ufficiale della Adobe ; Gimp su Wikipedia ; CMYK su Wikipedia)

- Nastia

Lunedì, Maggio 14, 2012

The SLR Camera Simulator

Girovagando per il web ho trovato un programmino molto utile per chi è alle prime armi!

Si chiama SLR Camera Simulator ed è un vero e proprio simulatore di macchina fotografica digitale! In pratica avete i principali controlli di una macchina fotografica digitale in basso e potete cambiare le impostazioni a vostro piacimento.

Adesso alcune dritte per una buona foto:

Avete visto le impostazioni Aperture e Shutter? Servono a regolare rispettivamente l’apertura dell’otturatore e il tempo di esposizione, e sono strettamente legati. Per farla breve: un parametro basso di aperture significa otturatore aperto quasi al massimo, che comporta una foto luminosa e nitida solo nella zona messa a fuoco, il resto sarà leggermente sfocato. Siccome entra tanta luce,  in questo caso avremo bisogno di un’esposizione bassa, cioe l’otturatore resta aperto per poco tempo. (ricordate che il tempo di esposizione si misura in frazioni di secondo, quindi 1/50 significa un’ apertura per un cinquantesimo di secondo, che è maggiore di 1/200)

Al contrario un alto livello di aperture significa otturatore aperto quasi al minimo, quindi entra poca luce e la foto risulta meno sfocata anche fuori dal fuoco. Siccome entra poca luce, abbiamo bisogno di un tempo di esposizione alto, quindi tenete aperto l’otturatore per più tempo.

L’opzione ISO è un concetto abbastanza complicato legato alla sensibilità del sensore alla luce. Scegliere un valore basso ISO significa ottenere una foto con meno disturbo e una grana più fine. In sintesi il disturbo si manifesta come puntini colorati sparsi nella foto, e si vedono soprattutto in situazioni di scarsa luminosità. La grana invece è legata alla grandezza dei “puntini” di colore di cui è composta la foto. A volte è necessario un valore alto ISO, per esempio quando è necessaria un’esposizione rapida nel catturare un soggetto in movimento ad alta velocità. Attenzione che in questo modo si aumenta il disturbo e otterremo una grana grossolana!

Detto ciò, divertitevi a scattare tutte le foto che volete!

Autore Post: Ribaudo Stefano.

Fonti: http://camerasim.com/camera-simulator/

        http://www.fotodigitaleonline.com/kb/?EntryID=31&View=entry

        http://www.fotografia-digitale.info/principi/42/introduzione-al-concetto-di-iso-in-fotografia-digitale/

Lunedì, Aprile 23, 2012

Photoshop CS6: nuovi spettacolari strumenti

Da circa un mese è disponibile online la versione beta del nuovissimo Adobe Photoshop CS6, scaricabile da http://labs.adobe.com/downloads/photoshopcs6.html


Questa versione è una beta/demo gratuita che non comprende ancora tutte le funzionalità, ma è sufficiente per convincerci delle enormi migliorie apportate al programma.

Vediamo qualche nuova funzionalità che la Adobe ha definito “magiche”: (e se non si tratta di magia, ci siamo vicino)

Lo strumento Content-Aware Move feature: (movimento in base al contenuto)

Quante volte capita di ritagliare una porzione di immagine e dover riempire lo spazio vuoto? è un processo lungo e tal volta anche molto difficile.. Ma con questo nuovo strumento possiamo lasciar fare tutto al programma che riempirà automaticamente eventuali spazi vuoti  in base al contenuto circostante o alla nostra selezione. Per farvi un’idea, vi lascio al video introduttivo (purtroppo solo in inglese) http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Uu5HPCkcSDY#at=65

L’ Adaptive wide angle:

Con questo strumento possiamo correggere le distorsioni dovute all’utilizzo di ottiche grandangolari o fish-eye. In poche parole basta tracciare una linea curva che descrive la distorsione e il programma modificherà l’intera immagine per renderla dritta. Viene spiegato molto bene in questo video:http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=PTYcRWPsZUg#at=283


Scegliere il punto focale dopo aver scattato la foto:

Grazie ad un nuovo gioco di sfumature, possiamo impostare a priori il punto focale dell’immagine. Il funzionamento della sfocatura Iris ci permette di creare una finta profondità di campo semplicemente sfocando lo sfondo, con un’interfaccia semplice ed intuitiva.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=XLp1dR2sYkE

Esiste anche la sfocatura tilt-shift (presentata nel video dell’ Adaptive Wide Angle) che viene elaborata automaticamente dal programma. Successivamente si può modificare il grado e il livello della sfumatura in modo semplice e veloce.

FONTI:

http://www.ninjamarketing.it/2012/03/30/photoshop-cs6-ecco-le-novita-tutorial/

http://www.fotografia-digitale.info/fotoritocco/1788/5-nuove-fantastiche-funzionalita-del-nuovo-photoshop-cs6/

Martedì, Aprile 17, 2012

La fotografia HDR

Quante volte, guardando una foto scattata in condizioni di luce non proprio ottimali, ci accorgiamo che ci sono delle zone troppo scure o alcuni punti quasi completamente bianchi?

Questo fatto non capita all’occhio umano, che ha una percezione della luce superiore a quella di qualsiasi sensore digitale o pellicola.

Per ovviare a questo problema, molti si avvalgono della tecnica cosiddetta ‘High Dynamic Range’ (HDR), ovvero un metodo di lavorazione delle immagini che ne enfatizza cromie e contrasto.





Con la tecnica HDR si recupera il maggior numero di informazioni da più esposizioni di una medesima inquadratura (in genere si usano almeno un’immagine sovraesposta per recuperare le informazioni delle zone più scure, un’immagine normo-esposta per i mezzi toni ed una sottoesposta per i punti più illuminati), che si sovrappongono tra loro e mediante dei calcoli basati sulle caratteristiche fisiche della luce si ottiene l’immagine finale.

Questa sarà ricca di dettagli ed avrà un’esposizione più uniforme. Il risultato sarà simile a quello che avremmo visto se avessimo guardato la scena immortalata nell’immagine in quello stesso momento e con le medesime condizioni di luce.



Tuttavia, le mode degli ultimi tempi hanno portato ad un uso troppo spinto di questa tecnica, facendo storcere il naso ai puristi della fotografia davanti alle immagini artificiose e surreali che sono state create. In effetti, la quantità di opere lavorate con un HDR un po’ esagerato reperibili in rete ha fatto sì che l’immaginario comune la associ a dei quadri impressionisti piuttosto che a delle fotografie.

Se volete cimentarvi in qualche prova pratica, ecco un video tutorial in inglese per chi usa Photoshop:



(Foto: jayRaz e whosdadog su Flickr)

- Nastia